Voli charter: allestimento aerei

Non so se l’argomento sia già stato trattato e/o segnalato. Si tratta dello sfrontato comportamento con cui molte compagnie aeree che operano su charters, per ridurre il costo unitario del trasporto nella sfrenata concorrenza, allestiscono i propri aeromobili e sfruttano lo spazio di questi. Sono reduce da un viaggio Verona – Tenerife operato dalla compagnia spagnola LTE. L’aereo Airbus A320, normalmente allestito con 24 righe di 5-6 posti, era organizzato con ben 30 righe di 6 posti con un recupero di almeno 36 passeggeri per volo. Risultato: sono di corporatura media (m 1,75 di altezza per un’ottantina di chili di peso) ma con la schiena aderente allo schienale le ginocchia restavano pressate sul retro del sedile anteriore né mi era possibile distendere le gambe al disotto di questo. A NESSUN passeggero era possibile mettere in posizione orizzontale sul proprio appoggio il tavolinetto perché questo batteva sullo stomaco anche delle persone di corporatura minuta senza poter essere usato. Situazione questa sopportabile per voli di una- due ore ma non per voli di anche sei ore e mezza includendo lo scalo intermedio ove occorre restare seduti e a cinture allacciate sia per l’imbarco/sbarco  di altri passeggeri che per le norme associate alle operazioni di  rifornimento! Ovviamente  il maggior peso dovuto al maggior numero di passeggeri imbarcati  era recuperato riducendo a 15 kg. il bagaglio trasportabile con severo controllo e inflessibile  penale per i bagagli che superavano tale soglia.

In un altro volo (charter) Verona-Mombasa (volo notturno di 9 ore) operato dalla compagnia italiana “Air Italy” mi è stato assegnato un posto di corridoio nella riga antistante la porta d’ingresso anteriore: i sedili di tale riga non sono reclinabili. Se durante le ore notturne il passeggero della riga davanti reclina – com’è suo diritto – il proprio schienale, il malcapitato al mio posto e in quelli a fianco oltre alla posizione scomoda che non gli consente di riposare come gli altri, resta letteralmente imprigionato dallo schienale anteriore. Figuriamoci poi nei posti non di corridoio! Alla mia destra avevo la porta della toilette e nella condizione di disagio sopra descritto avevo per di più tutta la notte le terga (si fa per dire) di qualche persona del crocchio che inevitabilmente  si forma davanti alla toilette sulla mia spalla (e a un palmo dalla mia faccia). E’ inaccettabile che tali posti vengano venduti allo stesso prezzo di quelli normali: mi domando se in tal senso sia possibile avviare un procedimento di rivalsa  se non altro per creare un caso paradigmatico: i servizi forniti non sono certamente gli stessi degli altri posti!

Segnalo quanto sopra non per richiedere il sostegno a un caso personale, ma come tema di interesse generale.

Soprattutto ritengo che qualche azione vada intrapresa per frenare la corsa ad aumentare il numero di passeggeri imbarcati a scapito non dico dell’elementare confort di questi ma semplicemente di un’accettabile ergonomia.

Dott. Bruno Pani

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    e poi dicono che non sono usurai. Giacomo Liotti