Alla direzione di Poste Italiane: comportamento scorretto e minaccioso in posta

Egregio Direttore,

in data 28.12.2007 presso l’Ufficio delle Poste Centrali di Avezzano, sono stato coinvolto mio malgrado, in un brutto episodio, questi i fatti: alle ore 11.24 ritiro lo scontrino di prenotazione per il pagamento di una bolletta, noto sul display che le prenotazioni precedenti la mia sono circa 100, decido come tanti altri di aspettare il mio turno. Nell’attesa noto che l’impiegata postale mentre lavora usa il telefonino due volte. Verso le 12.40, quindi dopo un’ora e un quarto di fila, nell’approssimarsi del mio turno, un signore si affianca a un’utente mentre esegue i suoi versamenti trasgredendo un elementare norma di buona educazione e superando il limite indicato dalle Poste, in un primo momento avevo pensato ad una coppia, scrive qualcosa su un bigliettino e mentre l’utente si allontana, consegna all’impiegata un libretto postale.

Chiedo spiegazioni all’impiegata e al signore del loro comportamento, l’impiegata immediatamente s’inalbera e con fare aggressivo mi risponde che non devo permettermi di chiederle niente e di rivolgermi invece al signore, al quale chiedo conto del loro comportamento, anche lui risponde che non mi è dovuta alcuna spiegazione e che devo stare zitto, con fare al quanto minaccioso.

Allora chiedo di parlare col Direttore cui spiego l’accaduto, m’informa che il signore è il marito dell’impiegata e m’invita ad aspettare il mio turno, non contento della risposta chiedo spiegazioni dell’accaduto invitando i due a darmi i loro nomi, poiché sprovvisti di tesserino di riconoscimento.

Ancora una volta non ho avuto risposta, se non dichiarazioni generiche ed evasive del Direttore, tipo: “Sono trenta anni che lavoro, nessuno deve insegnarmi il lavoro” e altre banalità del genere, si sono allontanati per circa cinque minuti.

Interviene ancora una volta il marito dell’impiegata che con fare da “bulletto di periferia”, testualmente m’intima: “Ancora stai a parlare, devi stare zitto!”, chiedo ancora una volta spiegazioni del suo comportamento che non dà, invitandomi a raggiungerlo fuori una volta disbrigate le mie faccende per chiarire, cosa che poco dopo non farà.

L’impiegata ha ripreso il suo posto e al mio turno ho effettuato il versamento, ha voluto sapere le mie generalità minacciando denunce, ho fornito il mio nome e cognome nonché professione, la sig.ra invece mi ha esibito una fotocopia di un numero di matricola (157973) senza darmi le sue generalità.

Le chiedo:

  1. Le Poste Italiane non sono al servizio degli utenti? Evidentemente questi signori confondono un servizio pubblico con la gestione familiare e privata;
  2. Lo scontrino di prenotazione non l’ho certo inventato io, serve per regolare la successione degli utenti, può il personale di servizio venir meno a questa semplice regola? Purtroppo la maleducazione in Italia sovente la fa da padrone, è il caso di ricordare che in altri paesi europei, per esempio l’Inghilterra, il primo che arriva si mette in coda e così in successione;
  3. Gli operatori compreso il Direttore, non dovrebbero portare un distintivo di riconoscimento ben visibile con foto, generalità e mansione? Nonostante le mie reiterate richieste ho avuto soltanto un numero di matricola dell’impiegata e un insolente atteggiamento del Direttore;
  4. Nel tempo trascorso nell’Ufficio, ho notato che alcune operazioni si compiono in pochi minuti, altre invece anche oltre dieci minuti, non è il caso di ottimizzare il servizio?

In attesa di risposte porgo i più distinti saluti.

Antonino Petrucci

  • Anonymous

    E MAI SUPPONGO AVRA’ RISPOSTA. Mia suocera è stata minacciata di denuncia dopo aver subito un danno per una raccomandata non consegnata, indirizzata ad un suo appartamento,dove lei non ha residenza. Il postino ha deciso di non recapitare la raccomandata perchè i vicini di mia suocera hanno detto che lei non ha la residenza lì. Io in un episodio simile al suo, con un signore che salta la fila e mi si para davanti (io dovevo andare a lavorare il signore era un pensionato), la signorina allo sportello mi ha detto che potevo comprarmi i francobolli da un tabaccaio e pesarmi le lettere a casa! Episodi segnalati alle poste con e-mail alla quale nessuno ha mai risposto. Tempo perso protestare!

  • omdamea

    Non credo sia tempo perso, anzi il problema vero è che generalmente NON protestiamo o per ignoranza (senso letterale del termine) o perché non abbiamo tempo o per… altri motivi.

    Per una mia protesta circostanziata, anche col nome dell'impiegato, ho ricevuto una lettera di scuse dalle Poste che mi avvisavano anche che erano intervenuti presso quell'ufficio.