Multe con effetto moltiplicatore: se non paghi 10 euro cash puoi trovarti a pagarne più di 260

Ci giungono sempre più spesso notizie di multe i cui importi tendono a lievitare con la velocità della luce, entro pochi giorni. Chi informa gli utenti di questi rischi? La sensazione è che i passeggeri siano il più delle volte del tutto disinformati in proposito. Prova ne è l’episodio che riporto e che è stato segnalato da Federconsumatori di Savona.

Un giovane residente a Celle Ligure, studente dell’Istituto alberghiero di Finale Ligure, con regolare abbonamento mensile regionale, si è trovato tempo fa a salire per errore, insieme a due compagni di scuola, su un treno Intercity.

Avendo il controllore contestato la differenza di prezzo del titolo di viaggio, propose l’oblazione immediata di circa 10 euro (differenza più multa). Non avendo il ragazzo la somma richiesta,  il controllore, presi i dati, gli comunicò che avrebbe ricevuto la multa  a casa, non rilasciando al ragazzo alcuna ricevuta cartacea, e senza specificare che la somma avrebbe subito un consistente incremento.

Dopo alcuni mesi, giunse a casa del ragazzo la lettera con la richiesta di 155,10 euro, a titolo di tasse, sopratasse, diritti e spese amministrative, da versare entro 15 giorni, che sarebbero diventati 262,76 in caso di pagamento entro 60 giorni.

Il padre del ragazzo, socio di Federconsumatori, contesta il ritardo con cui è stata inviata la multa e l’enorme differenza tra l’entità della somma richiesta all’inizio e quella pretesa ora.

La Federconsumatori  dichiara che il contenzioso che si pone in essere  interrompe il conteggio dei giorni fissati per il versamento, e che intende farsi carico delle richieste del loro associato ed impegnarsi per sostenerle nelle sedi opportune.

Ora, perché il controllore non ha fatto presente al ragazzo di quanto sarebbe aumentata la multa se fosse stata recapitata a casa? Magari bastava una telefonata e qualcuno da casa avrebbe potuto recarsi in stazione e, all’arrivo del treno, avrebbe potuto saldare la multa evitando così di pagare quella enorme e francamente poco giustificabile differenza.

E’ giusto sanzionare chi tenta di eludere il dovere di pagare il biglietto (anche se qui non ci sembra di trovarci di fronte a portoghesi incalliti, quanto a studenti che sono saliti magari con un po’ di leggerezza sul treno sbagliato), però riteniamo fondamentale che la sanzione venga applicata in modo equo e non vessatorio, e che le informazioni circa le conseguenze del pagare subito o in un secondo tempo la sanzione  siano date in modo chiaro, perché viceversa non si è dato modo al passeggero di valutare adeguatamente la scelta stessa, di conseguenza anche la sanzione è viziata da questa omissione e non può essere considerata valida la maggiorazione che viene pretesa da Trenitalia.

Cordiali saluti e, come sempre, buon viaggio!

Sonia Zarino – Coordinamento dei Pendolari Liguri – Coordinamento dei Pendolari del Levante Ligure