Decreto Bersani e liberalizzazioni

Spettabile Associazione,

vi scrivo perchè vorrei delle informazioni sul decreto Bersani 7/2007 in merito alle liberalizzazioni sulla telefonia.
Nel caso specifico mio padre ha provveduto a recedere da un contratto di telefonia fissa dopo 10 mesi circa dalla stipulazione del contratto. Nella fattura di chiusura gli sono state addebitate € 60,00 per spese di chiusura di contratto antecedente la conclusione del contratto.
Il decreto recita: "3. I contratti per adesione stipulati con operatori di telefonia e di reti televisive e di comunicazione elettronica, indipendentemente dalla tecnologia utilizzata, devono prevedere la facolta’ del contraente di recedere dal contratto o di trasferirlo presso altro operatore senza vincoli temporali o ritardi non giustificati da esigenze tecniche e senza spese non giustificate da costi dell’operatore e non possono imporre un obbligo di preavviso superiore a trenta giorni. Le clausole difformi sono nulle, fatta salva la facolta’ degli operatori di adeguare alle disposizioni del presente articolo i rapporti contrattuali gia’ stipulati alla data di entrata in vigore del presente decreto entro i successivi sessanta giorni."

Avendo dato una lettura all’art. 1 del Decreto Bersani ero convinta che queste spese non potessero essere più addebitate, però la società mi ha risposto che con il decreto sono state fissate delle spese a forfait e che non sono più dovute le spese di contratto fino alla sua natura scadenza.
Per capire meglio mi hanno fatto l’esempio di un contratto stipulato il
01.01.2008 con scadenza 31.12.2008, nel caso si receda il 30.04.2008, non sono più dovute tariffe stipulate in contratto da maggio a dicembre (es. 19.00 € al mese, per cui da maggio a dicembre € 171,00), ma questa cifra fissa di 60,00.
Vorrei sapere quale sia la corretta interpretazione del testo del decreto.
Grazie per la cortese collaborazione e porgo cordiali saluti.
Stefania Pulitano