Trenitalia non riconosce più i propri clienti. Finirà come Alitalia?

Ci scrive Paola Di Pietro da Vignate (Milano) per segnalarci come vengono trattati i pendolari milanesi.

Messaggio inviato per e-mail a: rapclientela.lo@trenitalia.it
Sono una vostra abbonata. Raggiungo (avventurosamente) ogni giorno la stazione di porta garibaldi da vignate.
Da qualche mese è stato chiuso l’ufficio di assistenza clienti. Ci resta solo una biglietteria che funziona malissimo.
Uno o due sportelli aperti, con code che spesso sono lunghe.
Da mesi avere l’abbonamento mensile per 20 km è un’impresa: tutto sembra essere sempre molto difficile e lungo da fare a quegli sportelli, mi si dice regolarmente che l’abbonamento che chiedo è finito (FINITO? In una stazione!
Non è un’agenzia privata, sono i vostri sportelli!!!), poi mi si propone una stampa dal terminale (ma solo dopo che insisto). Io lo pago, nonostante il servizio carente, i ritardi (senza più nemmeno il diritto al bonus), la sporcizia delle carrozze, che sono per giunta affollatissime e prive di aria condizionata!
Oggi (17 luglio, ore 9) avevo bisogno di un settimanale: finito anche quello. Impossibile stampare perché lo chiedo troppo in anticipo, dato che lo dovrò usare la prima settimana di agosto. Stavolta mi altero, nonostante di solito io abbia molto rispetto per chi lavora e sia consapevole che il disservizio dipenda dalla scarsità di personale, un problema subito prima di tutto dai lavoratori. Avviso che farò un reclamo e allora mi viene proposto di aspettare un momento, ché forse si trova l’abbonamento a un altro sportello… Eh no! Uno solo è aperto (per pochi minuti erano in due, ma è stata solo una breve concessione), la coda si allunga (e l’operatore quando glielo faccio notare mi dice che in tre-quattro minuti la sbriga, ma io avevo davanti tre persone soltanto e ho aspettato molto di più!).
Rinuncio e mi metto a scrivere: per quanto ancora dovremo subire tutto questo?

Paola Di Pietro

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