Protesta per il comportamento scorretto tenuto dall’INPDAP per l’accesso al credito da parte dei pensionati

Io sottoscritta Ciarleglio Maria, pensionata INPDAP dal 1997 in quanto ex dipendente del Comune di Roma, voglio informare le Autorità, i Parlamentari, le Organizzazioni di difesa e tutela dei Cittadini e Consumatori, i Sindacati, la Stampa, i Gestori dei mezzi di comunicazione e chiunque sia comunque interessato, del comportamento scorretto, discriminatorio e lesivo tenuto dall’INPDAP per quanto riguarda le modalità di accesso al credito da parte dei pensionati, categoria già di per sé gravemente penalizzata, soprattutto nell’attuale congiuntura economica.

Mi limito a esporre la situazione, i fatti parlano da soli:

Con Decreto n. 45 del 7/3/2007 il Ministero dell’Economia e delle Finanze stabiliva che tutti i pensionati Inpdap e di altri Enti, già dipendenti pubblici, fossero iscritti automaticamente alla Gestione unitaria del credito Inpdap e quindi assoggettati alla trattenuta automatica sulla pensione dello 0,15%, a meno che entro sei mesi dall’entrata in vigore di tale decreto (25/4/2007) e pertanto entro il 25/10/2007 non avessero comunicato all’Inpdap una volontà contraria: principio del silenzio-assenso.

Conseguentemente l’Inpdap, con propria circolare, informava tempestivamente tutti i pensionati, precisando modalità e termini per la non adesione.

Non ho manifestato volontà contraria e nel mese di ottobre 2008 mi sono recata all’Inpdap per chiedere un prestito agevolato; qui ho appreso che non ne ho diritto, perché il punto 3-bis della Legge Finanziaria per il 2008 sovverte il principio del silenzio-assenso e stabilisce che l’accesso alla prestazioni creditizie è consentito solo se ne era stata fatta preventiva richiesta; ovviamente il termine è spirato fin da maggio 2008 e questa volta l’Inpdap, considerando i pensionati non come cittadini ma come sudditi scomodi, si è ben guardato dal diffondere le nuove regole, cosicché il pensionato che si trova in difficoltà deve andare in bocca alle Finanziarie, che sono ampiamente sponsorizzate dall’Inpdap stesso sul proprio sito Internet e praticano interessi quasi al limite dell’usura. Mi è stato anche detto che non vi sono altre possibilità, né ipotesi di ripensamento o sanatoria.

È bene anche che si sappia, fra l’altro, che i finanziamenti agevolati non sono concessi indiscriminatamente, ma sono previsti in casi particolari: ad esempio gravi malattie, cure dentarie, acquisto o ristrutturazione della casa, matrimonio di un figlio, acquisto di un’auto, da comprovare con adeguata e abbondante documentazione.

Chiedo pertanto che sia data la massima diffusione possibile a questa mia protesta e che ognuno si attivi affinché sia sanata questa vergognosa situazione e sia stroncata ogni possibile speculazione a danno di chi non gode di alcuna protezione; che nessuno si dimentichi poi che i pensionati meritano rispetto perché hanno sempre pagato e continuano a pagare le imposte fino all’ultimo centesimo e che non potranno mai essere privati dell’unica arma che hanno finché sono vivi: il voto.

Maria Ciarleglio