Trenitalia si comporta in modo corretto?

In qualità di Associazioni dei Consumatori firmatarie del Protocollo di Conciliazione con Trenitalia, Vi invio il reclamo che ho appena inviato alla stessa Trenitalia. Avrei voluto dir loro anche altro, ma ci si deve fermare ai 1000 caratteri.

Vi sembra che sia corretto il modo di fare di Trenitalia? Solo cambiando una sigla ai treni (da IC/IC Plus ad ES City) applicano un aumento reale di quasi il 32%?  Non solo per la prima classe che utilizzo io, ma, per quanto potuto accertare, anche per la seconda classe la percentuale è quasi la stessa, un bel 30%!

Ma non doveva esserci il blocco delle tariffe?

Come potete riscontrare dalla protesta inviata a Trenitalia, sono un abbonato ex IC dal lontano 1996 ed attualmente – da ieri (forzatamente direi, non avrei altra scelta se non i treni regionali, ma con sostanzioso aumento dei tempi di percorrenza, fino anche ad oltre 45 minuti su un totale di circa 2 ore, e non sempre compatibili con i miei orari di lavoro) – ES City . Molti cambiamenti ho visto in quasi tredici anni, per carità alcuni in meglio (aumento del numero dei treni), ma molti non proprio. L’ultimo (quello descritto nella protesta) è la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Per un servizio, ben che vada, uguale a quello di tredici anni fa (i tempi di percorrenza sono rimasti praticamente gli stessi, se non aumentati), ma anche peggiorato. Ad esempio, le nuove carrozze degli ES City – ex IC Plus – hanno le poltrone molto più scomode dei vecchi IC del 1996 (Trenitalia ha mai sentito parlare di ergonomia?) ed inoltre l’impianto di climatizzazione è molto rumoroso (provate a prendere un ES City e capirete, e sto parlando di prima classe!). Poi, è mai possibile che lo stesso servizio che due mesi fa pagavo 172 € al mese (anzichè 198 € pagavo questa cifra facendo l’abbonamento ordinario annuale a 1052 € e la carta di ammissione mensile ad 84 € ,risparmiando circa 300 € l’anno: adesso non è più possibile fare le carte di ammissione, e quindi diventa inutile fare l’abbonamento ordinario annuale), adesso lo devo pagare 227 €? Ben 55 € in più, a mio modesto parere, assolutamente ingiustificati. Inoltre per gli ES City non sono nemmeno previsti gli abbonamenti settimanali – come per gli IC – che erano molto comodi nei casi in cui non si va a lavorare per un mese intero. Come dire, mi applichi il blocco delle tariffe? Ed io cambiando nome ai treni ti applico il 32% di aumento; tanto gli abbonati che possono fare, visto che non hanno nessuna alternativa?

Mica è finita qui!

Se devo prendere un treno regionale per effettuare una fermata intermedia tra Pescara ed Ancona non servita dagli ES City (e per lavoro mi capita) il mio abbonamento da 227 € al mese non vale! Devo fare un biglietto a parte per il treno regionale, ovvero, in alternativa, fare anche un abbonamento regionale, e cioè altri 82.50 €/mese.

TENENDO CONTO CHE LAVORO DAL LUNEDI’ AL VENERDI’, QUINDI CON UNA MEDIA DI 20 VIAGGI AL MESE, OGNI VIAGGIO DI LAVORO MI VERREBBE A COSTARE QUASI 15.50 €, CONTRO I PRECEDENTI 8,60 €. IN PRATICA QUASI IL DOPPIO.

A proposito della media di 20 viaggi al mese, Trenitalia sul suo sito, all’Area Clienti, pubblicizza i nuovi Abbonamenti AV ed Eurostar con queste testuali parole, grassetto compreso: "Con tale abbonamento i pendolari che compiono una media di 20 viaggi andata e ritorno al mese, potranno abbattere fino al 75% la spesa rispetto al prezzo pieno dei singoli biglietti". E’ vero, se dovessi pagare il prezzo pieno dei biglietti tutti i giorni lavorativi per andare da Pescara ad Ancona e tornare, spenderei 920 €, oltre la metà del mio stipendio.  Vuoi vedere che adesso dobbiamo anche essere contenti e ringraziare supinamente per il 75% di sconto che ci fanno?

Ma una pubblicità simile, non rientrerebbe in quella che si potrebbe definire ingannevole?

Come si fa a paragonare un lavoratore pendolare con persone che viaggiano con il biglietto una volta ogni tanto? E caso mai per diletto? Oppure è il primo passo quasi silenzioso per eliminare un domani tutti gli abbonamenti e far pagare il prezzo del biglietto singolo anche ai pendolari?

Una cortese richiesta, se possibile.

Quando parlerete con l’AD Mauro Moretti o chi per Lui, ditegli che se gli servono soldi, diminuisse – almeno un pò – gli stipendi ai suoi dipendenti e non tartassasse i pendolari. Viaggiando in prima classe, conosco molti lavoratori dipendenti di Trenitalia che fanno i pendolari come me e quindi i loro stipendi li conosco bene; a parità di qualifica sono ben al di sopra della media degli altri lavoratori dipendenti di altre aziende, pubbliche e private. Per non parlare dei dirigenti che ha sul territorio; ad una qualsiasi richiesta di informazioni sanno solo rispondere che "devono sentire Roma". Provassero ad andare all’ufficio informazioni di Trenitalia a Pescara. Inoltre sarebbe il caso di farGli capire che siamo nel 2009 e non nel 1909; rispetto a molte altre situazioni la flessibilità offerta oggi da Trenitalia ai suoi "clienti" pendolari è da far risalire proprio a 100 anni fa.

Grazie, cordiali saluti e buon anno.

Perpetuo Giuseppe.

Un pendolare a cui oggi gli girano molto.

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Siccome mi chiedete che posso aggiungere altri particolari, gli stessi ne sarebbero una infinità. Ne segnalo solo due, secondo me i più importanti.

Il primo riguarda il nuovo orario entrato in vigore il 14 dicembre 2008. Parliamo di ES City, perchè ormai gli IC/IC Plus sono mosche bianche. Inoltre, essendo un abbonato ES City, ovviamente mi interessano di più questi treni.

Tragitto Pescara-Ancona: ES City 9680 alle ore 6.35; poi un bel buco fino alle 9.53 (9760), quindi ben oltre 3 ore dopo. Poi ben tre ES City nel giro di meno di un’ora e mezza (il 9760 delle 9.53, il 9782 delle 10.28 ed il 9762 delle 11.19). Ancora, un buco fino alle 13.20 (ES City 9786) ed un altro Es City (il 9764) venti minuti dopo!

SE QUESTA E’ RAZIONALIZZAZIONE DEL TRASPORTO, SONO PRONTO A STRACCIARE LA MIA LAUREA DI INGEGNERE.

Il secondo riguarda l’ormai cronico ritardo che affligge anche gli ES City.

In particolare per l’ES City 9767 da Ancona (ore 16.44) a Pescara, dall’inzio dell’anno – dal 02 gennaio – non c’è stato giorno (lavorativo) che non ha avuto ritardi. L’ultimo ieri sera di oltre mezz’ora. Siccome ho visto su ViaggiaTreno che il treno era partito in ritardo proprio da Milano, chiedendo informazioni al personale viaggiante di Trenitalia, mi hanno risposto che il ritardo era dovuto alle porte ghiacciate che non si aprivano.

PORTE GHIACCIATE PER UN TRENO CHE PARTIVA ALLE 13.05? E COME MAI QUELLO CHE ERA PARTITO ALLE 7.05 ERA IN ORARIO? CI PRENDONO PURE PER IMBECILLI!

E poi, se quello delle porte ghiacciate è un problema che affligge Trenitalia da inizio anno, ci vuole tanto ad attivarsi mezz’ora prima nella preparazione del treno? In casi di emergenze climatiche, credo che questo fosse il minimo. Sempre in merito ai ritardi – come detto ormai cronici, oggetto anche di un’altra mia e-mail in data 09 gennaio – perchè non prevedere una restituzione di una quota forfettaria di abbonamento anche ai pendolari se i treni arrivano con oltre i 30 minuti di ritardo, come già fanno per i viaggiatori con biglietto?

Chiudo con una battuta: Gioele Dix è un automobilista inc …. to; io invece, dopo tredici anni, sono un pendolare Trenitalia molto  … indovinate!

Cordiali saluti.

Perpetuo Giuseppe.

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  • Luca Secco

    Mi chiamo SECCO Luca e sto aspettando che mi vengano restituiti i soldi spesi per l’acquisto di biglietti ferroviari (PNR: UGZBW5) dal costo totale di €.172,35, per un viaggio prenotato il 26.03.2015, via internet, da Udine a Stresa, che mio figlio Davide ed altri due suoi compagni di scuola avrebbero dovuto effettuare il 28 marzo scorso e che, per cause meramente scolastiche, è stato rinviato al giorno 1° aprile successivo. Subito dopo l’errato acquisto dei biglietti ho contattato Trenitalia ed ho provveduto, secondo indicazioni ricevute, ad effettuare nuovamente l’acquisto dei biglietti per il 1° aprile (PNR: UHPZ8N), poichè se non l’avessi fatto entro le ore 24.00 del giorno di errato acquisto non avrei potuto ottenere il relativo rimborso. In tale occasione, tra le 16.15 e le 16.20 del 26 marzo, l’operatore telefonico A30087 mi assicurava che l’operazione di richiesta rimborso era andata a buon fine e mi forniva, per il futuro, il codice di recupero F.S. 85120337. L’8 aprile successivo l’operatore telefonico A40019 (rispondente al nome di Sonia) mi comunica che l’Ente è in ritardo con i rimborsi al mese di febbraio e mi dice di provare a ricontattarli tra 20/30 giorni per ulteriori notizie. Mi dice però di stare tranquillo, che è tutto a posto e che mi verrà stornato l’intero importo dei biglietti legati al vecchio PNR. Alle ore 15.30 del 25 maggio l’operatore A30055 mi comunica che la mia pratica è stata assegnata al 3° livello, che è l’ultimo stadio prima del pagamento e che dovrebbe avvenire tra QUALCHE GIORNO. Mi dice anche che se ci sono problemi la pratica si ferma al 2° livello e non è il mio caso. Il giorno 6 luglio u.s., alle ore 10.05, l’operatore A407 mi conferma che la mia pratica è al 3° livello e mi dice che, di solito, trascorrono uno o due mesi per il rimborso, ma non mi sa dare una tempistica precisa. Gli faccio presente che non ho intenzione di aspettare ancora per molto, anche perchè sto cambiando conto corrente bancario e non sono nella condizione di poter chiudere il precedente conto, perchè il rimborso avviene mediante accredito della somma sulla carta di credito a suo tempo utilizzata. Mi assicura che farà un sollecito all’Ente ed esclude che si possa arrivare a fine anno!!! Oggi è il 20 luglio e sono praticamente quattro mesi che si stanno trattenendo i miei soldi, mentre io li ho dovuti pagare due volte a distanza di un paio d’ore. Questo mi sembra veramente assurdo ed inaccettabile!!! Soprattutto perchè il loro sistema informatico avrebbe potuto benissimo prevedere lo spostamento della mia prenotazione da un giorno ad un’altro senza bisogno di ulteriori transazioni finanziarie! C’è da piangere, inoltre, ad avere a che fare con il loro call center che, tra l’altro, non è assolutamente gratuito ma viene pagato profumatamente da chi lo interpella! Le attese in linea, per non perdere la priorità acquisita, sono estenuanti e superano spesso la ventina di minuti ed ho fatto il calcolo approssimativo che, finora, posso aver speso più di 20 euro solo per questo (se continua così, tra rimborso e spese telefoniche mi resterà ben poco!) Vorrei sapere se tutto questo, per voi è normale o, come la vedo io, veramente assurdo e quasi grottesco e vorrei anche sapere se devo rivolgermi a qualche testata giornalistica per ottenere quello che è mio di diritto, oppure a qualche legale. Sono veramente disgustato perchè è normale che l’Italia sia derisa dal mondo intero, perchè certe cose possono accadere solo qui. Luca Secco