Applicabilità dell’IVA su TIA (Tariffa Igiene Ambientale)

La sentenza n. 238/2009 della Corte Costituzionale ha decretato la non applicabilità dell’IVA sulla TIA e ha messo in discussione la risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 250/E del 17 giugno 2008. Tale dicotomia ha aperto una serie di problematiche e quesiti irrisolti di varia natura, sia concettuale che pratica, che rendono auspicabile e necessario l’intervento del legislatore che disciplini gli effetti della sentenza in questione con un regolamento di attuazione.

Pubblichiamo di seguito un fac-simile di richiesta per il rimborso dell’IVA corrisposta negli ultimi 10 anni, ritendendo però sia giusto precisare che l’attuazione dovrà comunque essere regolamentata a livello legislativo.

Redazione ACU

 

Fac-simile del modulo della richiesta di rimborso

                                                                            Luogo e data

Raccomandata a.r.                                          Al Signor Sindaco del

                                                                       Comune di ………………………….

Raccomandata a.r.                                           Spett.le Azienda Municipalizzata di Gestione

                                                                        dei Servizi Ambientali

e p.c.                                                               Spett.le ACU-Associazione Consumatori Utenti

                                                                       Via Padre Luigi Monti, 20/c – 20162 Milano

                                                                       Fax 026425293, e-mail: associazione@acu.it

 

Oggetto: Richiesta di rimborso dell’IVA pagata per la TARSU/TIA negli ultimi 10 anni

Il sottoscritto………………………………………………………………………………………………………….

nato a……………………………………………………….. il……………………………………………………….

codice fiscale……………………………… residente a………………………………prov…………………….

in via…………………………………………………………………………………………………………………….

PREMESSO

– che ha regolarmente corrisposto, come richiesto, la TARSU/TIA comprensiva dell’IVA al 10% come da fattura,

– che la Corte Costituzionale con sentenza nr. 238/2009 ha rilevato la natura tributaria di TARSU e TIA, in particolare al punto 7.2.3.6., ha ribadito che: “Non esiste una norma legislativa che espressamente assoggetti ad IVA le prestazioni del servizio di smaltimento dei rifiuti. Se si considerano gli elementi autoritativi sopra evidenziati, propri sia della TARSU che della TIA, entrambe le entrate debbono essere ricondotte nel novero di quei “diritti, canoni, contributi” che la normativa comunitaria esclude in via generale dall’assoggettamento ad IVA, perché percepiti da enti pubblici “per le attività od operazioni che esercitano in quanto pubbliche autorità”,

– che con la decisione richiamata la Corte costituzionale ha di fatto inequivocabilmente escluso l’imponibilità ai fini IVA della tassa o tariffa TARSU/TIA,

Tutto ciò premesso, tenuto conto che l’IVA addebitata risulta indebitamente corrisposta, il sottoscritto diffida e costituisce in mora

□ il Comune di ………………………………………… nella persona del Sindaco p.t. in carica;

□ l’Azienda Municipalizzata di Gestione dei Servizi Ambientali.

Il sottoscritto inoltre invita

□ il Comune di ………………………………………… nella persona del Sindaco p.t. in carica;

□ l’Azienda Municipalizzata di Gestione dei Servizi Ambientali

a rimborsare quanto versato e non dovuto delle somme sotto specificate , con riferimento agli ultimi 10 (dieci) anni, oltre agli interessi legali decorrenti dal giorno dei singoli pagamenti.

Infine il sottoscritto richiede

□ al Comune di ………………………………………… nella persona del Sindaco p.t. in carica;

□ all’Azienda Municipalizzata di Gestione dei Servizi Ambientali

di cancellare immediatamente dai ruoli la suddetta voce.

Qualora venissero richieste, il sottoscritto esibirà le ricevute dei pagamenti effettuati di cui è in possesso, fermo restando che il Comune e/o l’Azienda Municipalizzata di Gestione dei Servizi Ambientali sono tenuti a conservare la documentazione contabile per 10 (dieci) anni.

Il sottoscritto, ai sensi della legge 7 agosto 1990 n. 241 e successivi aggiornamenti, chiede di conoscere il nominativo del preposto all’istruttoria della presente, nei termini di 30 (trenta) giorni dalla ricezione della presente. In difetto, decorso inutilmente tale termine, si vedrà costretto ad adire le competenti Autorità Giudiziarie per la tutela dei propri diritti.

La presente, a tutti gli effetti di legge, vale quale formale atto di diffida e costituzione in mora ed interruzione dei termini di prescrizione.

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