Adempimenti per mancato pagamento della tassa automobilistica.

Ill.mi Sigg. Ministro, Viceministro e Sottosegretari Finanze; Ill.mi Sigg. Ministro, Viceministro e Sottosegretari Trasporti; Ill.mi Membri Commissione Parlamentare Finanze Senato; Ill.mi Membri Commissione Parlamentare Finanze Camera; Ill.mi Membri Commissione Parlamentare Trasporti Camera

Spett. Associazioni Consumatori

Spett. Associazioni Forze di Polizia

Premesso che con Suppl. ordinario G.U. 18/05/1992 n. 114 è stato approvato il Decreto Legislativo 30/04/1992 n. 285 (Nuovo Codice della Strada) il quale all’art. 96 recita testualmente:

Adempimenti conseguenti al mancato pagamento della tassa automobilistica.

1. Ferme restando le procedure di recupero degli importi dovuti per le tasse automobilistiche, l’A.C.I., qualora accerti il mancato pagamento di detti tributi per almeno tre anni consecutivi, notifica al proprietario del veicolo la richiesta dei motivi dell’inadempimento e, ove non sia dimostrato l’effettuato pagamento entro trenta giorni dalla data di tale notifica, chiede la cancellazione d’ufficio del veicolo dagli archivi del P.R.A., che ne dà comunicazione al competente ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri per il ritiro d’ufficio delle targhe e della carta di circolazione tramite gli organi di polizia, con le modalità stabilite con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, sentito il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti (1) (2).

2. Avverso il provvedimento di cancellazione è ammesso ricorso entro trenta giorni al Ministro dell’economia e delle finanze (1).

(1) A norma dell’articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione del Ministero è così modificata.

(2) A norma dell’articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione dell’ufficio è così modificata.

Visto che a tutt’oggi non si ha notizia del Decreto del Ministero delle Finanze testé citato, il quale metterebbe in atto un meccanismo di interruzione dell’attività di evasione del tributo, si sottolinea la necessità di una sua approvazione nell’interesse collettivo e nel rispetto di chi paga le tasse. Il cittadino onesto infatti non tollera i comportamenti di chi, magari spogliatisi degli altri averi e mantenendo solo la proprietà di un veicolo, gira indisturbato evadendo le tasse. Preme sottolineare che il fermo amministrativo, tanto decantato sui media, non assolve a pieno alla sua funzione in quanto i veicoli colpiti da tale provvedimento continuano a circolare in quanto trattasi di provvedimento "virtuale" trascritto solo al P.R.A. che potrebbe creare problemi all’evasore solo all’atto della vendita del veicolo o in caso di incidente. Nel momento del classico controllo stradale infatti di irregolare nulla risulta non essendoci trascrizioni ne’ sulla patente di guida ne’ sulla carta di circolazione del provvedimento interdittivo. L’evasore quindi, fermato per un semplice controllo dalle forze di polizia, viene lasciato libero di circolare sebbene incorra nella violazione dell’art. 214 del Codice della Strada (circolazione con veicolo su cui grava un fermo amministrativo). Preme sottolineare inoltre come in verità appaia complessa l’azione del ritiro della carta di circolazione e delle targhe prevista dal legislatore vuoi per le note carenze di organico degli operatori di polizia vuoi per l’irreperibilità degli interessati o perchè i veicoli si troverebbero spesso ricoverati in luoghi privati e quindi di difficile accesso. Per ovviare a questo inconveniente si suggerisce di inserire nel Decreto Ministeriale l’impossibilità per i veicoli per i quali è richiesta la cancellazione di sottoporsi a revisione periodica di cui all’art. 80 del Codice della Strada. La comunicazione prevista dall’art. 96 del Codice della Strada ove il P.R.A. enuncia al Dipartimento per i trasporti terrestri la cancellazione del veicolo fatta per via telematica potrebbe quindi "bloccare" anche l’esito di eventuali revisioni periodiche a carico dei veicoli che si presentassero presso le Officine autorizzate per le operazioni di collaudo. Il moroso si troverebbe quindi o a dover lasciare il veicolo inutilizzato o ottemperare al pagamento dovuto. Se ritenesse di circolare ugualmente risulterebbe scoperto da revisione periodica e facilmente accertabile dagli operatori di polizia stradale durante i controlli. A quel punto incorrerebbe nella contestazione di tutte le violazioni commesse (circolazione con veicolo privo di revisione e sottoposto a fermo amministrativo).

Quanto sopra nell’esclusivo interesse dei cittadini onesti che in questi periodi di ristrettezze non possono tollerare "furbate".

Distinti saluti e buon lavoro.

Marini Andrea