Ammorbidenti: il profumo che aumenta le allergie

Abbiamo ricevuto questa importante comunicazione della sig.ra Donatella, indirizzata ad ACU ma rivolta a Beppe Grillo,  che ci segnala la problematicità legata all’uso degli ammorbidenti ed in generale dei profumi e delle sostanze chimiche contenute nei detergenti.

Noi siamo per l’approccio  "Perfume-free" ed in particolare sosteniamo che l’uso di ammorbidenti può essere tranquillamente evitato, sia perché non sempre l’acqua erogato dall’acquedotto è "dura", ma anche perché si potrebbero utilizzare dei validi sostituti come l’aceto e l’acido citrico. E’ importante conoscere la durezza dell’acqua che viene definita "dura" sopra i 32° francesi, mentre le acque con meno di 14° francesi sono considerate "dolci" e quindi con modesto contenuto di carbonato di calcio, principale sale naturale presente nell’acqua che determina la sua durezza.

Poiché è tutt’altro che facile modificare le leggi, come giustamente chiede la sig.ra Donatella, consigliamo di utilizzare prodotti più naturali (ed in commercio ce ne sono!) o non utilizzare del tutto certe sostanze. In tutti i casi è necessario pretendere dal legislatore nazionale ed europeo un etichettaggio più preciso, al fine di salvaguardare la salute dei cittadini consumatori.

Redazione ACU

Gentilissimo Beppe Grillo

In questi anni ho sempre seguito i suoi spettacoli e le sue campagne in difesa dell’ambiente, ho aderito anche alle sue sottoscrizioni, ricevo la sua NEWLETTER.

Spero che lei possa promuovere questa sensibilizzazione che non è solo importante per il futuro della mia salute, ma anche per l’ambiente e consumatori.

Le scrivo riguardo alle profumazioni dei detersivi per il bucato, in particolare gli ammorbidenti. Purtroppo negli ultimi anni la vertiginosa tendenza di proporre ai consumatori detersivi sempre più fortemente iperprofumati a lunga persistenza, sta avendo un impatto negativo sull’ambiente e sulla salute delle persone. Oggi gli effluvi profumati del bucato steso all’aperto si disperdono in un’area dai 300-600 metri, immaginiamo per un attimo l’effetto cumulativo in aree altamente urbanizzate. Gli indumenti profumano ancora anche dopo 100 lavaggi, testato personalmente. Inoltre nella fase dei lavaggi successivi e risciacqui queste profumazioni fortissime comportano una grande contaminazione dell’acqua, tanto è vero che se si passeggia sugli argini di un grande fiume, come il Po, dall’acqua emerge un miscuglio sgradevole di odori di detersivi e ammorbidenti, tutto questo è preoccupante!!!

Per quanto riguarda la salute dei consumatori, incominciamo dalle casalinghe (che scelgono di usare questi prodotti perché attirati da una pubblicità ingannevole) e ne respirano i vapori durante la fase di stiratura, i bambini che indossano questi capi tutto il giorno e la notte tra le lenzuola, gli asmatici che ricevono forti danni da queste esposizioni ed infine gli allergici, più colpiti quelli allergici alle profumazioni (come la sottoscritta), che non hanno scampo neanche cercando di fare l’evitamento, ormai impossibile in questo tempo moderno.

Sarebbe auspicabile una regolamentazione con dei parametri da rispettare per le industrie che producono questi articoli, da sempre ci sono stati profumi e sostanze profumate, ma sarebbe giusto che rimanessero contenute alla lunghezza di un braccio dell’utente che sceglie di utilizzare e non contaminassero così fortemente l’ambiente e le persone che ne vengono danneggiate.

Confido in lei e nella sua grande generosità a spendersi per ottime campagne.

Distinti saluti Donatella Stocchi

Mi piacerebbe che aggiungeste:

Le allergie cutanee provocate dall’uso degli ammorbidenti che sono aggiunti nel risciacquo degli indumenti sono documentate dall’allergologia. In particolare la pelle dei neonati e dei bambini è molto delicata e sensibile alle sostanze chimiche e i loro indumenti dovrebbero essere lavati con detergenti naturali e risciacquati più volte per toglierne i residui.

Distinti saluti. Donatella Stocchi

  • http://www.facebook.com/?sk=messages&tid=1256151566468#!/group.php?gid=78671492565&ref=ts Anna Maria

    Cara Donatella capisco a pieno il grande problema da te esposto.
    Io ho il grande Handicap di avere la MCS(Sensibilità Multi Chimica), per me ci sono le barriere Chimiche ad impedirmi di fruire di tutti i luoghi pubblici, compresi ambulatori Medici, Ospedali e Prontosoccorso.
    Credo che una normativa in favore delle persone con MCS sià indice diciviltà e rispetto per l’ambiente .Anna Maria