Ambascita dello Sri Lanka: una causa di lavoro

Buon giorno,
Le scrivo per raccontare e rendere pubblica la mia storia giudiziaria. Questa triste storia inizia nel maggio 2008 quando dopo aver prestato servizio dal 03/2005 al 03/2008 presso l’Ambasciata della Repubblica Democratica Socialista dello Sri Lanka, sede di Roma, in qualità di Assistente per il Ministro degli Affari Commerciali fui licenziata.
Ufficialmente perché era scaduto il contratto determinato di 3 anni, non ufficialmente perché il mio stipendio avrebbe coperto quello di due nuove ragazze giovani inesperte, facili da domare o sottomettere. Tengo a precisare che nel corso dei 3 anni in diverse occasioni mi era stato garantito l’inserimento a tempo indeterminato,a conclusione dell’ultimo contratto,ma come sappiamo la parola degli uomini non vale più nulla! Per tre anni, ho ricevuto una retribuzione relativa ad un inquadramento professionale (dattilografa), mentre svolgevo lavori di alta segreteria e di interprete con uno stipendio di € 850,00 per 1 anno e mezzo – 40hrs settimanali. Non riuscendo più a sostenere le spese quotidiane, dopo vari conflitti , sono riuscita ad ottenere € 1.250,00 al mese. Faccio notare che il contratto del Ministero degli Affari Esteri non prevede per qualifica e posizione uno tale stipendio. Ma apparentemente chi è ospite nel nostro Paese impara velocemente come adeguarsi ai modi incivili di chi non rispetta la legge.
Piena di speranze per il futuro e combattiva per l’ingiustizia subita ho deciso di far causa all’ Ambasciata nel maggio 2008. Dopo 1 anno e 6 mesi , a novembre 2009 finalmente la Sentenza n° 00000/09 nel procedimento n° 00000/2008, ha stabilito attraverso le prove documentali e testimoniali che l’ambasciata mi doveva pagare un risarcimento economico, le spese legali sostenute e versare all’ INPS lo stesso ammontare a me destinato perché non versato nei miei 3 anni di servizio. Passano i mesi e l’ambasciata comunica che non pagherà un cent di risarcimento a nessuno degli aventi diritto.
A novembre 2010 non avendo ancora ricevuto nessun risarcimento, decido di procedere con l’istanza di Appello ma, udite udite, una recente sentenza della Cassazione giudica non giustificata la richiesta di Appello per le cause di lavoro riguardanti rapporti con gli stati esteri. Però, non si sa il come e il perché, l’INPS riesce a farsi pagare il dovuto per rimettere almeno la mia situazione pensionistica in pari.
Sono trascorsi 1 anno e 5 mesi (11.2009 – 04.2011) l’Ambasciata non si è ancora decisa ad assolvere ad una sentenza emessa da un Tribunale Italiano in Nome del Popolo Italiano, perciò il mio Legale ha fatto richiesta di udienza per far presente al Tribunale la mancata esecuzione della sentenza. Purtroppo è dal 24 Gennaio 2011 che viene rinviata, prima al 28 Marzo ed ora al 2 Maggio.
Sono venuta a conoscenza di due fatti importanti: 1. La Banca di riferimento dell’Ambasciata ha dichiarato al mio Legale che il loro cliente è senza liquidità 2. L’ Ambasciata continua ad assumere e sembra voglia stabilire indeterminatamente coloro che sono al nero o a tempo determinato.
Ho scritto diverse volte al Presidente Napolitano, al Ministro Frattini e al Consigliere Diplomatico del Ministero Affari Esteri. La segreteria della Presidenza, mi chiama dicendo mi che non è di loro competenza e che informeranno il MAE. Il Ministero Affari Esteri, segreteria Franco Frattini, mi risponde che non sono loro ad occuparsene ma il Consigliere Diplomatico del MAE (lettera a conferma). Il Consigliere Diplomatico nel Marzo 2005 facendogli presente la situazione mi invita a fare causa (lettera a conferma) poi a Gennaio 2011 mi dice che solleciterà l’Ambasciata alla conclusione della faccenda (lettera a conferma).
Vi sembra ci sia qualcosa di sensato in tutto questo? Io lo definirei uno scarica barile e che non ci sia nessuna tutela dei cittadini Italiani contro un sistema diplomatico blindato. Il MAE non fa nulla per i dipendenti Italiani che lavorano presso le Ambasciate, crea un contratto di lavoro che non viene rispettato, lo sanno ma si limitano a comunicazioni scritte dette “Nota Verbale” per ricordare i doveri, che continuano a non essere rispettati.
Il mio avvocato ha cercato in tutti i modi di ottenere quel risarcimento ma a quanto pare, l’ambasciata dello Sri Lanka nel nostro paese può permettersi di non rispettare la legge. Sappiamo benissimo che qualora fossi stata io la condannata al risarcimento, cittadina Italiana, e qualora non avessi provveduto all’immediato pagamento, sarebbero scattate le ipoteche coatte su ogni mio bene.
Tutti i giorni leggiamo sui giornali di come la giustizia italiana sia lenta ed inadeguata ai tempi, ma quando questa stessa giustizia si esprime in tempi ragionevoli e senza ombre alcune, non se ne vede la differenza. Io ho ancora fiducia nella magistratura e nelle Istituzioni, ecco perché mi rivolgo al suo programma per metterla a conoscenza di questa umiliante situazione di ordinaria ingiustizia.
Spero che questa denuncia e la mia storia possano essere di esempio e di aiuto a tutte quelle persone che subiscono l’arroganza dei potenti.
Grazie.
Lettera firmata.

  • Luca B

    Facile fare i forti con i deboli e nascondersi da vigliacchi dietro l’immunità diplomatica.