Il medico non può imporre la trasfusione di sangue contro la volontà esplicita del paziente
Devo sottoporvi una situazione molto particolare per la quale vorrei avviare un’azione legale.
Ecco in sintesi i fatti: in occasione del parto, a seguito di complicazioni, mia moglie è stata sottoposta ad una trasfusione di sangue contro la sua volontà. Essendo testimone di Geova mia moglie aveva già detto ai medici di non accettare le trasfusioni, per motivi religiosi, e si è rifiutata di ricevere il sangue anche al momento dell’inizio della trasfusione.
I medici le hanno risposto che dovevano assolutamente trasfonderla, perché era in pericolo di vita.
Può un medico sottoporre a trasfusione un paziente contro la volontà del paziente stesso?
Gradirei che a questo mio caso venisse data la più ampia diffusione. Grazie.
Lettera firmata da Ferrara.
Risposta di ACU
Dopo aver illustrato il problema al nostro esperto legale pubblichiamo di seguito il suo parere:
L’art. 32, 2° comma della Costituzione stabilisce che nessuno può essere sottoposto ad un trattamento sanitario contro la sua volontà.
Innanzi al rifiuto consapevole del paziente, il medico quindi deve astenersi dall’intervenire.
Il medico che intervenga sul paziente contro la volontà di quest’ultimo commette peraltro un reato (violenza privata), sanzionato penalmente.
Sul piano civilistico, alla violazione della libertà personale e dell’autodeterminazione del paziente, segue l’obbligo del medico di risarcire i danni arrecati a quest’ultimo (aventi natura di danni non patrimoniali).
Avv. Angelo Iannaccone, Milano, avvocati@studiolegaleiannaccone.it

Pingback: ORLANDO