Profumi? Fragranze? No, grazie!

Le industrie, i media, la pubblicità promuovono in modo incalzante profumi e fragranze, ogni prodotto per essere accattivante deve principalmente “odorare”.
Le fragranze sono tra le prime cinque categorie di sostanze al mondo in grado di scatenare allergie. Considerando che i tradizionali test allergologici per queste profumazioni in genere sono limitati alla pelle (un mix di poche sostanze) e non per gli effetti respiratori, neurologici ed endocrinologici, ci sarebbe molto da investigare per valutare adeguatamente le fragranze. Dietro la dicitura generica di fragranze o profumo presente sull’etichetta dei prodotti si celano dall’80% al 95% dei casi, sostanze chimiche sintetiche, principalmente derivate dal petrolio (National Academy of Sciences) e non sostanze derivate da fiori o frutti, come la maggior parte dei consumatori erroneamente ritiene.
Anche dal punto di vista ambientale (contaminazione dell’aria e dell’acqua) detersivi e soprattutto ammorbidenti (gli effluvi profumati del bucato steso all’aperto si espandono tutto intorno per un raggio che varia dai 300 ai 500 metri), rivestono un pesante impatto ambientale, sembra che neanche i depuratori siano in grado di neutralizzarli, la prova è nel grande fiume Po, che emana nauseabonde miscele profumate se si passeggia sulle rive, come in certi giorni anche schiuma. Quanti e quali danni creano ai consumatori queste fragranze sempre più resistenti e potenti? 
“La Casa dei Veleni” è il nome di un vecchio articolo di Altroconsumo, ma è più che mai attuale! “L’allarme è partito dall’università di Göteborg (Svezia), che su incarico dell’Unione europea ha studiato il fattore di rischio legato ai cosiddetti “cocktail chimici” nel nostro organismo. Se fino a oggi i rischi legati a questa o quella sostanza sono stati valutati singolarmente, prove valide suggeriscono ora che le diverse sostanze reagiscono tra loro, arrivando a formare all’interno del nostro organismo nuovi composti, che possono avere effetti più dannosi di quelli dovuti a una singola sostanza chimica.” (rivista Salute- Altroconsumo agosto 2010)
La qualità dell’aria indoor delle case è pesantemente contaminata oltre che dai materiali di costruzione, arredi, prodotto di manutenzione, elettrodomestici, esalazioni d’impianti di riscaldamento e per la cottura cibi. Ma anche in modo esponenziale da miscele iperprofumate provenienti dai prodotti per l’igiene e cura della persona, detersivi per la casa e il bucato (ammorbidenti), al quale sommiamo ogni genere di deodorante per wc, frigo, lavastoviglie, armadi per abiti e scarpe, senza contare quei deodoranti per ambiente elettrici, spray, nebulizzati, in feltri o solidi per “ rendere migliore l’aria di casa senza aprire le finestre”. 
Le scuole e gli ospedali non sono migliori per la qualità dell’aria. Esistono normative ben precise per disinfettare e detergere i locali che però non tengono conto di diversi fattori: l’inquinamento da fragranze aggiunte. Pulire non significa necessariamente profumare! “Nel 2008 si è aperto nella regione di Gothenburg, in Svezia, un gran dibattito politico sulla possibilità di introdurre un divieto totale di uso di prodotti profumati negli ospedali. Tale regolamento si è reso necessario per tutelare il 6% della popolazione svedese che è ipersensibile alle fragranze contenute nei profumi, nei prodotti per capelli e nei deodoranti. Nello stesso anno il Ministero Statale per l’Ambiente, la Salute e la Tutela del Consumatore della Baviera (Germania) ha prodotto una piccola brochure sulle sostanze profumate con lo scopo di proteggere gli asmatici, allergici e chi è sensibile alle sostanze chimiche, per i quali la sola terapia efficace è evitare l’esposizione a prodotti profumati” (Il cerchio Perfetto Ed. Associate).
Chi è allergico non ha nessuno scampo sia all’aperto sia al chiuso. Pensiamo ai bambini di oggi, adulti di domani, quali eredità staremo lasciando sia in termini di malattie e danni ambientali? 
Da qualche tempo si cerca di sensibilizzare l’opinione pubblica, le industrie, i media sull’argomento, affinché le fragranze nei prodotti rimangano circoscritte alle persone che le scelgono, ma rimane una voce inascoltata, anzi le risposte ricevute sono che tutti rispettano le normative. Allora forse il problema è nelle leggi che sono inadeguate. Di fatto nessuno rispetta il diritto del malato di non essere danneggiato da queste sostanze. 
Roberta Sala