Trenitalia: disservizio su acquisto biglietto con tariffa "Mini"

Buongiorno,

sono una cittadina che si trova di frequente ad utilizzare i “servizi” di trasporto Trenitalia.
All’ennesimo ingiustificato sopruso subito da questa azienda, vorrei manifestarvi la mia insoddisfazione e frustrazione nei confronti di un sistema che non tutela purtroppo il cittadino/consumatore.
Con la presente vorrei quindi comunicare a voi, le più conosciute associazioni per la difesa del consumatore, quella che io trovo una grande scorrettezza da parte di Trenitalia.
Appena questa mattina, ho acquistato on-line un biglietto del treno per il giorno 21 agosto con tariffa Mini, cioè “soli” 73 euro. Purtroppo mi sono erroneamente accorta, immediatamente dopo il pagamento, che la tratta selezionata era MILANO – ROMA e non ROMA – MILANO come avrei invece dovuto selezionare.
Ho immediatamente chiamato il Call Center per capire come rimediare cambiando tratta, ovviamente pagando la differenza di 18 euro rispetto alla tariffa normale di 91 euro.
La risposta è stata che, avendo acquistato una tariffa Mini, non avevo nessuna possibilità di cambio del biglietto, neppure integrando il prezzo.
In sostanza, non c’era alcuna soluzione per recuperare i miei soldi.
L’unica possibilità che mi resta è quella di chiedere il rimborso on-line per il 50% delle cifra da me pagata, ovvero 36,50 euro regalando così a Trenitalia gli altri 36,50 euro senza nessunissima ragione logica, cioè senza che Trenitalia abbia erogato alcun tipo di servizio.
Capisco che i biglietti a prezzo ridotto debbano avere maggiori vincoli, ma se io richiedo il cambio del biglietto con integrazione di prezzo, per giunta il giorno stesso dell’acquisto del biglietto, mi chiedo quale è il disservizio che io causo a Trenitalia, tale da giustificare un addebito di 36,50 euro? Perché devo pagare questa Tassa immotivata? 
Anzi, sicuramente adesso Trenitalia si troverà a rivendere quel biglietto nuovamente ad altro utente, guadagnando ancora nuovi 73 Euro.
Permettendomi il cambio del biglietto, Trenitalia non avrebbe un danno economico di alcun tipo.
In sostanza quindi i 36,50 euro estorti a me rappresentano per l’azienda di trasporti solo un extra-budget totalmente ingiustificato e non previsto, ottenuto solo grazie ad un mio errore di digitazione.
Mi chiedo, è giusto che un’azienda di questo tipo, guadagni NON per un servizio offerto ma solo sfruttando un errore di un utente? Non è una furbizia poco etica, che la rende poco trasparente?
Da cittadina italiana e da utente "forzata" dei servizi Trenitalia, sono stufa di essere sottoposta a continui disservizi e ai trattamenti indecorosi di cui sono frequentemente vittime gli utenti di Trenitalia, che pagano profumatamente servizi talvolta indecenti.
Potrei raccontare decine di episodi vergognosi, in cui il cittadino/utente non è stato rispettato nei suoi diritti al consumo.
Sono sicura che tutte le associazioni di consumatori sono al corrente di questi disagi quotidiani, e non capisco quindi perché ancora possano accadere questi eventi e perché il consumatore non sia ancora tutelato a dovere.
Ripongo in voi la fiducia e la speranza che qualcosa possa migliorare nel trattamento dei consumatori da parte di Trenitalia e mi auguro di ricevere da parte vostra una gentile risposta per il mio caso specifico di oggi.
Vi auguro buona giornata e porgo Cordiali Saluti.
In fede, Cristina N.

  • Elisabetta

    sono d accordissimo con la signora, é davvero una vergogna! nei trasporti ferroviari il cittadino non é mai tutelato, (forse a causa del monopolio) come si evince anche dalle notevoli e numerose segnalazioni presenti su questo blog. saluti.