Uso e abuso delle carte prepagate

Salve,
vi scrivo per segnalare, probabilmente come tante altre persone truffate, un’anomalia del sistema finanziario internazionale che permette l’uso di carte prepagate con codice IBAN che possono essere emesse anche da istituti finanziari non bancari, portando pertanto a far apparire un numero di prepagata come un qualunque codice bancario IBAN, prestandosi quindi come perfetto strumento per truffe online (come è accaduto a me).
Avrei voluto acquistare online una fotocamera usata, trovato un annuncio su eBay-Annunci (non la sezione delle aste) dove è possibile registrarsi senza dati identificativi, basta un account mail. Contatto il venditore-truffatore, che dopo la trattativa e l’accordo per l’importo del bonifico mi fornisce il codice IBAN su cui verso la somma 415e, mi fornisce il giorno dopo 2 codici di spedizione errati del pacco e poi sparisce cancellando l’annuncio e non rispondendo più alle mail.
Ho effettuato richiesta di rimborso del bonifico alla banca, ma ovviamente essendo una carta prepagata non emessa da banca non darà alcun frutto, cosi come ho provveduto a far denuncia alla polizia postale che, per carenza di personale e tempi di indagini mi ha stimato in circa 3 anni la conclusione delle indagini :-)))
Quel che però trovo pazzesco è che enti finanziari e organismi statali abbiano permesso la circolazione lecita di tali strumenti di pagamento che camuffando il proprio codice come un qualsiasi IBAN regolare inevitabilmente diventano un facile mezzo per truffe online, essendone possibile l’emissione anche senza rilascio di documenti (banalmente acquistabili in tabaccherie Lottomatica o affini) oppure con documenti falsi, rendendo quindi impossibile o immensamente difficile risalire al malfattore.
Vi allego il link con informazioni in merito, sezione "Carte prepagate dotate di IBAN"
http://www.ebayabuse.com/commento.php?cm_id=459
Sembrerebbe sostanzialmente un istigazione a delinquere, a truffare, senza che vi sia possibilità di risalire, con gli alti "tempi medi" delle forze dell’ordine, al colpevole che può cosi agire, truffare e poi far sparire le proprie tracce. In quanto le indagini partirebbero in la nel tempo permettendo quindi di agire in totale serenità !
Oltre al danno, oltre alla beffa, anche la legge che tutela il criminale! siamo davvero al paradosso delle legalità.
Possibile che nessuno denunci tale modalità "lecita, legale e tutelata dalla legge" di truffare ?? paradossalmente garantendo l’anonimato e i giusti tempi di azione del truffatore e di contro, non garantendo nessuna possibilità di azione concreta, "coerentemente" con la giustizia, un cittadino truffato, vanificando l’unico atto possibile se non quello di recarsi presso la Polizia postale a denunciare l’accaduto e far accumulare pratiche sulle scrivanie delle già oberate forze dell’ordine….
Fabrizio R.