Ipotesi di possibile cartello tra le società distributrici di carburanti

Spett. Commissione, spett. D.G. della Concorrenza,

faccio seguito al Vs. riscontro del 14 settembre u.s. anzitutto ringraziando per l’attenzione prestatami e per la dichiarata sequela che la Commissione indica relativamente al fenomeno segnalato. Ciò premettendo che ero comunque al corrente dell’attività avviata dall’italiana A.G.C.M. il 28 marzo u.s. (indagine IC44).
In linea con le Vs. rassicurazioni, auspico infatti la Vs. più accorta vigilanza in materia e l’adozione, da parte Vs., di ogni strumento utile in tal senso, in un momento così critico per la UE, dove l’incremento crescente del divario tra classi sociali e la massificazione del disagio e della povertà rischiano di accollare la recessione quasi esclusivamente sui più deboli, con la complicità di un’imposizione indiretta sempre più esondante che, purtroppo, non fa differenze tra ricchi e poveri.
In relazione poi alla Vs. impossibilità di poter considerare la mia una denuncia, appare pleonastico come la mia posizione di cittadino/utente di uno Stato della UE non possa ovviamente consentirmi di poter detenere elementi gravi, precisi e concordanti che possano supportare l’ipotesi di cartello tra le società distributrici di carburanti. Risulta assolutamente ovvio che eventuali intese in tal senso tra suddette società siano ben lungi dall’essere agevolmente individuabili e tracciabili. Addirittura può dirsi che, nel mio Paese – in relazione ai poteri amministrativi ad appannaggio dell’operatività dell’A.G.C.M. – neppure questa Autority possa giovarsi di strumenti oggettivamente sufficienti e tali da scovare simili contegni fraudolenti, strumenti che, invero, solo l’Autorità Giudiziaria detiene. Peraltro la storia insegna quanto siano enormi gli interessi economici che gravano attorno ai carburanti, interessi tali da muovere intere nazioni anche verso possibili conflitti bellici, abiuranti quindi anche il rispetto di ogni valore universale umanamente condiviso, quale quello della vita (si ricordi il caso italiano di Enrico Mattei). Del resto alcune evidenze rilevano ex sè quali indicatori di ragionevoli perplessità: si pensi solo al fatto che, nell’agosto 2008, il prezzo del greggio si aggirava intorno ai 140 USD al barile e la benzina alla pompa si attestava – in Italia – sul prezzo di € 1,30 al litro, mentre oggi il prezzo di un barile di greggio si attesta a poco più della metà del prezzo del 2008, mentre il prezzo della benzina alla pompa si aggira attorno ad € 1,70. Dato questo non certo facilmente spiegabile (e comprensibile) nel contesto di un mercato liberalizzato.
Nel manifestare comunque il mio apprezzamento per l’interesse prestatomi, nell’auspicio di un Vs. costante approfondimento nel merito, approfitto per corrispondere i miei più deferenti saluti al Sig. Vice Presidente della Commissione, al suo Staff e a tutti gli operatori della Direzione Generale che hanno apportato – e spero continueranno ad apportare – il proprio contributo nell’operatività auspicata.

F.to Vincenzo Maria Dispotico

Di seguito la nota di riscontro della Commissione Europea alla comunicazione del sig. Dispotico inoltrata l’11 agosto.

—-Messaggio originale—-
Da: Elisabetta.Righini@ec.europa.eu
Data: 17/08/2011 17.43
Ogg: RE: Ipotesi di possibile cartello tra le società distributrici di carburanti

Egregio Sig. Dispotico
A nome del Vice-presidente Almunia, La ringrazio di aver portato questa questione alla nostra attenzione.
Il suo email è stato inviato alla Direzione generale della Concorrenza per adeguato seguito.
Cordialmente,
Elisabetta Righini
Member of Cabinet
Cabinet of Vice-President Joaquín Almunia
European Commissioner for Competition
Tel : +32-2-299.61.60
Fax : +32-2-298.09.97
elisabetta.righini@ec.europa.eu


From:
Sent: Thursday, August 11, 2011 6:15 AM
Subject: Ipotesi di possibile cartello tra le società distributrici di carburanti
Importance: High

Egr. Vice Presidente della Commissione Europea
Sig. Joaquìn Almunia

Egr. Sig. Vice-Presidente, segnalo, per ogni Suo eventuale approfondimento e possibile iniziativa in merito, un’anomalia italiana relativa al mancato riscontro – nel prezzo dei carburanti alla pompa, operato presso le stazioni di servizio dei principali distributori (AGIP, IP, ESSO, Q8, SHELL, TAMOIL)- del deciso calo del greggio al barile.
Nonostante infatti le quotazioni del greggio siano vertiginosamente calate negli ultimi mesi, il prezzo della benzina al litro si attesta ben al di sopra di € 1,60, mentre quello del gasolio per autotrazione al di sopra di € 1,50 (la media alla pompa del 10/8/2011 risulta rispettivamente di € 1,63 e € 1,51).
Deve essere evidenziato che non solo i distributori hanno un ritorno economico importante dal mantenere tariffe così alte e così omogenee tra di loro, ma anche lo Stato italiano trae un vantaggio economico enorme da tale situazione, per le accise e per l’IVA che gravano sui carburanti.
Sembrerebbe dunque che la situazione determinatasi faccia comodo a tutti: sia alla lobbie dei produttori/distributori di carburanti, sia allo stesso governo italiano che – soprattutto in un momento così critico per l’economia del Paese e soffocato dal "piano di rientro" – trae un fortissimo vantaggio economico dalle imposte indirette che gravano sui carburanti.
Un probabile difetto di reale concorrenza che – parrebbe – faccia comodo a tutti salvo che alle tasche dei cittadini/utenti.
Quanto da me evidenziato può essere facilmente ed indiscutibilmente verificato navigando semplicemente sul web, attraverso un qualsivoglia motore di ricerca.
Nel confidare in un cortese interessamento in merito a quanto segnalato, saluto cordialmente.

F.to Vincenzo Maria Dispotico