La lobby della plastica riesce a salvare i sacchetti

Gent.mi Sig.i indirizzatari della presente Buon anno a tutti Voi.
Come nell’oggetto della mia mail  (per approfondire:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/30/la-lobby-della-plastica-riesce-a-
salvare-i-sacchetti/180718/) vorrei invitarvi a pensare quante tonnellate di plastica dovremo liberare anche in questo nuovo anno.
Vedo tutti i giorni, lavorando in un supermarket, l’uso e lo spreco che viene fatto di questi shoppers.
Stiamo perpetuando un danno ambientale irreversibile e soprattutto rivolto a quelle generazioni che, come i miei nipotini, un giorno ci diranno come si fa a chi non sta "attento " : " ..eri là prima di me ma potevi lasciarlo pulito! ".

I sacchetti in Mater B (http://www.novamont.com/default.asp?id=781), oltre a non inquinare avevano salvato anche alcuni posti di lavoro, e sarebbero stati nefasti sicuramente a chi perdeva l’occupazione ma solo perché non vi è stata nessuna volontà di riconversione della produzione. Inoltre l’ottusità e la riluttanza dei nostri produttori al cambiamento ed all’investimento in attesa che lo Stato, la Mamma, indichi come recuperare certi investimenti o addirittura li finanzi non giova alle sorti di Noi semplici lavoratori, che saremo i primi a dover mangiare, respirare e bere anche queste plastiche senza trarne alcun beneficio, vedendo magari decentrare le produzioni in altri paesi come nel caso Omsa.

Auspico che le associazioni dei consumatori sensibilizzino i loro iscritti affinché questi rifiutino l’utilizzo del " vecchio sacchetto "  di polimero, che Natta inventò e per cui ricevette il Nobel, ma non per farlo diventare una maledizione bensì doveva servire ad alleviare le fatiche di tutte le massaie.

Nel ringraziarvi per il tempo che vorrete dedicarmi colgo l’occasione per porgervi i miei più distinti saluti.
L.L.