Segnalazione all’Autorità per disservizio postale

AL DIPARTIMENTO PER LE COMUNICAZIONI
Nell’impossibilità di accedere ad un servizio di semplice segnalazione delle Poste Italiane, che non sia quello dei reclami burocratizzati imposto sul corrispondente sito, mi rivolgo a Codesta Vigilanza per segnalare quello che appare ormai un vero e proprio disservizio inevitabile delle Poste nazionali, al quale nessuno pare sia in grado di porre rimedio.
A dispetto di tutte le carte dei servizi, ovvero dei buoni propositi del sistema postale internazionale, l’Italia si dimostra ad un tale livello di inefficienza da boicottare le odierne transazioni commerciali europee via Internet.
Basta fare una verifica sui forum che si occupano della questione, per restare basiti di fronte alla rassegnazione ed alle maldicenze degli utenti frustrati da questo sistema.
Avendo personalmente dovuto acquistare qualche giorno fa un particolare prodotto per la fotogrammetria in Gran Bretagna, per via del fatto che lo stesso è introvabile in Italia, il 9 gennaio scorso mi è stato comunicato dal venditore inglese che il pacco era stato spedito immediatamente dopo l’ordine da me pagato in anticipo come previsto. Mi è stato quindi svelato che, non con altrettanta efficienza, il suddetto plico sarebbe arrivato  a destinazione tra il 13 ed il 19 gennaio prossimo.
La mattina seguente, ovvero ieri, controllando sul sito della Royal Mail-Airmail trovavo già inserito sulla pagina "Track and Trace" la seguente comunicazione: "Your item, posted on 09/01/12 with reference RJ… has been passed to the overseas postal service for delivery in ITALY."
Dopo un’attenta indagine, sono arrivato a comprendere che il plico in questione era già arrivato sul territorio italiano via posta aerea ed era stato consegnato alle Poste Italiane, accompagnato, come previsto, dalla stessa identificazione inglese per essere inoltrato a destinazione.
Tenuto conto dei sistemi informatici che ormai impongono il tracciamento immediato dei plichi provenienti dall’estero, ho pensato che lo stesso dovesse essere già archiviato sul sito delle Poste Italiane. Mi sono quindi recato oggi sulla corrispondente pagina del tracciamento nostrano per verificare l’effettiva annotazione dello stesso codice nell’apposito servizio delle Poste, senza riuscire a trovare alcunché.
Ho quindi chiamato come prevede la procedura il numero verde 803160 +1+1+4, al quale ha risposto la gentile Signora C. (non meglio identificata), la quale mi ha comunicato senza altre spiegazioni che il codice non era ancora presente e che avrei dovuto attendere almeno 20 giorni lavorativi (ovvero sabati e domeniche escluse) prima di avere "qualche notizia".
Ho evidentemente ringraziato e chiuso una conversazione che non mi avrebbe portato da nessun’altra parte.
Per capire meglio come effettivamente funzioni il sistema tra la Gran Bretagna e l’Italia, ho quindi svolto un’indagine a 360 gradi, arrivando a scoprire che il ritardo nella consegna dei pacchi spediti dalla Gran Bretagna via Royal Mail è addebitabile essenzialmente all’inefficienza delle nostre Poste.
Ho quindi deciso di scrivere a Codesta Vigilanza semplicemente per segnalare una di quelle abitudini nostrane che in Europa ci avvicinano molto probabilmente più alla Turchia (con tutto il rispetto che devo a quel Paese che non è ancora entrato a far parte dell’Unione Europea) piuttosto che alla Gran Bretagna o alla Germania.
Ora, come si può ben immaginare, nella fattispecie si tratta di un vero e proprio disservizio che agisce sul mercato e sulla concorrenza europea, perché evidentemente penalizza chi lo utilizza, in buona fede, per spedire la merce in Italia. Infatti, qualora dovesse presentarsi una prossima occasione, anch’io come molti consumatori italiani fanno già oggi, mi guarderò bene dall’acquistare un prodotto che venga spedito da un commerciante inglese tramite Royal Mail, visto che quest’ultima passa la merce raccomandata direttamente alle Poste Italiane, con tutto quello che ne consegue in termini di inconcepibili tempi di attesa.
Come consigliano ormai moltissimi nostri connazionali assuefatti ad un disservizio cronico di questo tipo, prediligerò quei commercianti che si servono delle varie UPS o DHL o altro, sia pur a costi maggiorati, perché questo cosiddetto servizio postale italiano, nell’era informatica e di Internet, pare fare ancora acqua da tutte le parti senza alcuna giustificazione di sorta.
Evidentemente il monopolio che le Poste Italiane esercitano ancora sul nostro territorio, penalizza non solo gli utenti italiani che usufruiscono del sistema postale nazionale per ricevere solo alcune specifiche merci ordinate all’estero, ma anche quei venditori stranieri che, utilizzando un efficiente servizio postale nel loro Paese, vengono poi penalizzati, solo in Italia, da una procedura burocraticamente contorta, che pare costruita ad arte per penalizzare il commercio di alcuni precisi commercianti dell’Unione Europea. Nella circostanza sono arrivato a dubitare del fatto che le Poste italiane, sfruttando la loro posizione dominante, incidano sul mercato e sulla concorrenza a favore di certi commerci ed a discapito di altri, entrando nel gioco della stessa concorrenza per avvantaggiare forse solo chi paga direttamente i suoi servizi.
Nell’attesa di un’eventuale risposta e del risultato di un’eventuale verifica della correttezza della mia segnalazione, invio i miei più cordiali saluti.
Giovanni Loi

  • Mauro Fabris1

    da giorni sto provando a utilizzare il sito delle poste per pagare un bollettino: tutte le volte al termine della compilazione appare la scritta di “SERVIZIO MOMENTANEAMENTE INTERROTTO, SIAMO SPIACENTI BLA BLA BLA…. “

  • Marco Medici

    Posta prioritaria imbucata il 10/2 a Febbraio a MIlano arriva oggi 20/2 a Carpi. ai tempi del Penny Blacki, carrozze cavalli ecc, il trempo era della meta’ .